Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
Data : 1 Gennaio 2017
2
Data : 2 Gennaio 2017
3
Data : 3 Gennaio 2017
4
Data : 4 Gennaio 2017
5
Data : 5 Gennaio 2017
6
Data : 6 Gennaio 2017
7
Data : 7 Gennaio 2017
8
Data : 8 Gennaio 2017
10
Data : 10 Gennaio 2017
21
Data : 21 Gennaio 2017
25
Data : 25 Gennaio 2017
27
Data : 27 Gennaio 2017
28
Data : 28 Gennaio 2017
29
Data : 29 Gennaio 2017
30
Data : 30 Gennaio 2017
31
Data : 31 Gennaio 2017

Giovanni Boldini. La stagione della Falconiera

Categoria
Mostre
Data
2017-09-27 17:30 - 19:30
Luogo
Musei dell'Antico Palazzo dei Vescovi
Telefono
0573369275
Email
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
File Allegato

Giovanni Boldini. La stagione della Falconiera

Mostra a cura di Francesca Dini

 

Sul finire degli anni Trenta del Novecento Emilia Cardona Boldini, giovane vedova nonché prima biografa del Maestro, vagava per la Toscana per verificare un particolare biografico-artistico a suo tempo confidatogli dall’anziano coniuge: l’esistenza di un ciclo di affreschi cui Giovanni Boldini aveva lavorato in epoca giovanile, in una città di cui il ferrarese non aveva ricordato il nome, ma che iniziava sicuramente con la lettera “P”. Emilia giungeva, sulla scia di vaghe voci raccolte strada facendo, a Villa La Falconiera e dopo averla ispezionata, in procinto di andarsene con la delusione nel cuore, venne attratta da una rimessa di attrezzi agricoli: fu un’intuizione vincente, poiché quella buia rimessa altro non era che l’antica, ormai irriconoscibile, sala da pranzo della mecenate inglese Isabella Falconer, proprietaria della dimora negli anni Sessanta dell’Ottocento. Alla vedova Boldini bastò intravedere tracce di pittura dietro gli strumenti agricoli ivi ammassati per decidersi ad acquistare la proprietà: era il 1938 e a seguire Emilia vi trasferì da Parigi tutte le cose appartenute a Boldini, dalle
suppellettili ai dipinti, ivi stabilendo la propria dimora. La conoscenza di questo importante ciclo pittorico è stata tuttavia graduale, dal momento che esso è divenuto proprietà pubblica solo dopo la morte della vedova Boldini; ma è stato soltanto dopo il distacco dai muri della villa (1974), dopo il restauro e la collocazione nell’Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia che esso è divenuto oggetto di studi estesi e mirati. Che questo ciclo sia il cuore della vicenda artistica di Boldini in Toscana è quanto mai certo e provato dalla ricchezza di studi, bozzetti, quadri e dai disegni, in gran parte raccolti nei taccuini di casa Banti. Il rapporto tra Boldini e la sua committente Isabella Falconer fu tutt’altro che idilliaco e spesso richiese l’intervento di comuni amici chiamati a dirimere le continue controversie: tra di essi il medico di Isabella, dottor Cesare Bartolini, Telemaco Signorini, Adelina Wolff, figlia della signora inglese, e indirettamente Cristiano Banti, Gustavo Uzielli e Michele Gordigiani. Isabella, sebbene assai sofferente nel fisico, persisteva nella sua generosità, sicura della propria intuizione:
Boldini era destinato ad essere uno dei più grandi artisti del suo tempo. Tre avvenimenti salienti nella biografia di Boldini vanno attribuiti
a Isabella Falconer, ossia il primo viaggio a Parigi del nostro, nel giugno del 1867, che consentì al ferrarese di visitare l’Esposizione Universale, la straordinaria retrospettiva di Ingres, nonché le mostre personali allestite sia da Courbet che da Manet; l’inverno trascorso in Costa Azzurra in compagnia della signora, tra novembre 1867 e marzo 1868, che vide la realizzazione di quel superbo capolavoro che è “Il Generale Spagnolo”, ritratto dell’anziano ospite di Isabella; infine la commissione degli affreschi della villa di Pistoia. La mostra “Giovanni Boldini. La stagione della Falconiera” si propone di riportare in luce lo straordinario momento creativo vissuto del maestro ferrarese all’altezza dei suoi venticinque anni, assai prima dunque di raggiungere a Parigi il successo internazionale come ritrattista mondano e icona stessa della Belle Epoque. Muovendosi tra Pistoia, Firenze e Castiglioncello, Boldini si trovò infatti al centro di una rete di importanti relazioni amicali e professionali che ne segnarono positivamente l’inarrestabile ascesa artistica. Il ciclo pittorico della Falconiera, che oggi si conserva nella sua originale disposizione in una apposita sala del Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi, è ora oggetto di nuove riflessioni alla luce di documentazione anche inedita che ci ha permesso di sondare il mistero che aleggia attorno alle origini della signora Falconer, al suo ruolo di mecenate nei confronti dell’irrequieto ma geniale Boldini; all’influenza che ella ebbe nella scelta iconografica del
ciclo pittorico che rimane impresa unica, nel suo genere, nell’entourage dei Macchiaioli. Sono esposti in quest’occasione notissimi capolavori realizzati da Boldini nei suoi anni toscani, provenienti da collezioni private e da pubblici musei. Vi proponiamo dunque un viaggio à rebours lungo quasi centocinquanta anni alla riscoperta del clima in cui maturò l’ideazione del ciclo pittorico che vide Boldini muoversi agilmente, ma non senza scandalo, in una avvincente storia di mecenatismo al femminile che ebbe in Pistoia uno straordinario palcoscenico.

 

 
 

Altre date

  • Da 2017-09-09 17:30 a 2018-01-06 19:30
    Mercoledì