Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
Data : 1 Gennaio 2017
2
Data : 2 Gennaio 2017
3
Data : 3 Gennaio 2017
4
Data : 4 Gennaio 2017
5
Data : 5 Gennaio 2017
6
Data : 6 Gennaio 2017
7
Data : 7 Gennaio 2017
8
Data : 8 Gennaio 2017
10
Data : 10 Gennaio 2017
21
Data : 21 Gennaio 2017
25
Data : 25 Gennaio 2017
27
Data : 27 Gennaio 2017
28
Data : 28 Gennaio 2017
29
Data : 29 Gennaio 2017
30
Data : 30 Gennaio 2017
31
Data : 31 Gennaio 2017

Libri tra i libri

Categoria
Mostre
Data
2017-09-08 00:00 - 2017-11-25 00:00
Luogo
Biblioteca San Giorgio
Telefono
0573/371600
Email
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dopo 10 anni l'artista tedesco Anselm Kiefer torna a Pistoia, Capitale Italiana della Cultura, con la mostra Libri tra i libri, che sarà inaugurata l'8 settembre nella biblioteca San Giorgio. L'esposizione è organizzata dalla Fondazione Jorio Vivarelli con la compartecipazione del Comune di Pistoia, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e in collaborazione con la Galleria Lia Rumma Milano/Napoli.

Il rapporto tra l’artista tedesco e la Città – oggi Capitale Italiana della Cultura – è iniziato nel 2007 con l’inserimento nei locali della San Giorgio dell’opera permanente Die Grosse Fracht, (Il grande carico), un pannello in piombo fuso e argilla di 490x690 cm che domina la sala di lettura dei dipartimenti, opera realizzata appositamente per la biblioteca pistoiese.

Gabi Scardi – nel testo introduttivo al volume che accompagna la mostra – spiega le motivazioni dell’interesse che Kiefer ha per il libro e dice che «Il suo impulso conoscitivo lo spinge a esplorare sempre nuovi ambiti. Il suo immaginario non conosce confini. Senza inibizioni e con inusitata energia Kiefer affronta i temi dell’esistenza e della storia, e le loro contraddizioni. La sua opera, animata da un impeto totalizzante, ambisce a contenere tutto: la natura, i miti e gli archetipi, il pensiero filosofico, teologico, mistico ed esoterico di ogni epoca e di ogni luogo; tutto ciò che l’uomo ha costruito in termini di sistemi simbolici e culturali. […] Il tramite della sua relazione con i diversi ambiti della conoscenza è la parola scritta. Non è un caso dunque che il rapporto attivo con la cultura, con la parola e con il suo corrispettivo, il libro, sia una delle costanti che attraversano e innervano il suo lavoro».

Cenni biografici su Anselm Kiefer
Artista tedesco, nato a Donaueschingen l'8 marzo 1945. Intrapresi nel 1965 gli studi di giurisprudenza presso l'università Albert Ludwig di Friburgo, già dal 1966 si dedicò alla pittura, prima frequentando i corsi di P. Dreher alla Staatliche Hochschule der Bildenden Künste, poi nel 1969 studiando alla Kunstakademie di Karlsruhe con H. Antes, e dal 1970 al 1972 a Düsseldorf come allievo di J. Beuys. Con quest'ultimo artista ha condiviso, oltre al concetto d'arte come strumento di catarsi, la scelta dei materiali poveri e delle cose umili. Fino al 1993 ha vissuto e lavorato a Buchen in Germania, per poi trasferirsi a Barjac, in Francia. Il suo esordio risale al 1969 con la presentazione al pubblico della sua prima opera Besetzungen (Occupazioni), un libro formato da una serie di fotografie in bianco e nero in cui K. "occupa" metaforicamente alcune città europee. Le foto infatti mostrano l'autore travestito da nazista, nella posa del saluto hitleriano, mentre sullo sfondo compaiono paesaggi o monumenti storici di località occupate dall'esercito tedesco durante la Seconda guerra mondiale. Attraverso la sua ricerca artistica molto elaborata e spesso tormentata, ha indagato nella storia e nel mito. Notevoli, tra i temi affrontati, quelli relativi alla storia universale (Nigredo, 1984; Jerusalem, 1986), allo sterminio degli ebrei (Noch ist Polen nicht verloren, 1978; Dein goldenes Haar, Margarethe e Dein aschenes Haar, Sulamit, 1981; Das rote Meer, 1984-85), agli eroi e ai miti tedeschi, ai temi biblici, alla mitologia nordica e nibelungica (Maikäfer flieg, 1974; Siegfried vergisst Brunhild, 1975; Brunhildes Tod, 1976; Varus, 1976; Wege der Weltweisheit, 1977-78). Oltre a trattare l'acquerello ha usato la fotografia, preferibilmente stampata in color seppia, macchiata e patinata con gomma lacca, l'incisione come tecnica a sé, ma anche usata nel collage, in cui stampe su carte a mano segnate dal tratto bruno rossastro dell'inchiostro, vengono applicate alle tele. In opere prevalentemente di grandi dimensioni ha sperimentato: il riuso di materiali (piombo rimosso dalle coperture degli edifici, ferro del filo spinato, rame), l'uso di elementi vegetali (paglia, spighe di grano, foglie, felci, rami, fiori secchi di girasole, rose rosse seccate e annerite), di sabbia, terra, reperti archeologici, cenere, silicone e di colori a olio preparati dallo stesso artista. Kiefer, che si è anche interessato di alchimia, ha applicato al suo lavoro le indagini sulla trasformazione e sull'uso graduale della materia. Pertanto le sue opere pittoriche, frutto di una lunga e lenta elaborazione, appaiono spesse e aspre, fatte di tinte cupe e terrose, crettature, sfogliamenti e stratificazioni, e l'inserimento di materiali eterogenei ne accentua l'idea di tridimensionalità. Ha partecipato alle più prestigiose rassegne internazionali di arte contemporanea tra cui la Biennale di Venezia, Documenta di Kassel, le biennali di São Paulo e di Sidney; è stato protagonista di numerose retrospettive e le sue opere sono entrate a far parte di importanti collezioni pubbliche. Tra i riconoscimenti ottenuti in ambito internazionale si ricordano: The Carnegie Prize di Pittsburg (1985); The Wolf Foundation Prize in Arts di Gerusalemme (1990); il Praemium Imperiale di Tokio (1999); nel 2002 il Ministero della cultura e della comunicazione francese gli ha conferito il grado di Officier de l'Ordre des arts et des lettres. L'artista ha inoltre collaborato nel 2003 con il regista K.M. Grüber per le scenografie e i costumi di Ödipus auf Kolonos per il Burgtheater di Vienna, e di Elektra per il teatro San Carlo di Napoli.

 
 

Altre date

  • Da 2017-09-08 00:00 a 2017-11-25 00:00