Lunedì 11 settembre il canale tematico della tv pubblica Rai Storia (canale 54) metterà Pistoia al centro della puntata della trasmissione Italia: viaggio nella bellezza, realizzato in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e artistico italiano.

La puntata andrà in onda alle 21.15.

La troup ha effettuato le riprese in città dal 19 al 28 aprile scorso, concentrandosi sul centro storico, il cuore pulsante della vita cittadina e i luoghi più significativi: piazza della Sala con il pozzo del Leoncino, il battistero, le chiese di Sant´Andrea (con il pulpito di Giovanni Pisano), San Giovanni, San Francesco, Santa Maria in Ripalta, San Bartolomeo in Pantano, la Basilica della Madonna dell´Umiltà, il Palazzo vescovile e il fregio robbiano dell´ospedale del Ceppo. Ma anche Pistoia Sotterranea, il Museo della Sanità, Civico e Marino Marini, la chiesa del Tau, la torre di Catilina, le biblioteche San Giorgio e Forteguerriana.

Riflettori puntati anche sull´arte contemporanea con Villa di Celle a Santomato e Palazzo Fabroni e sul deposito dei rotabili storici. Infine spazio alle bellezze paesaggistiche con riprese dal treno sulla ferrovia Porrettana e visita alle località della montagna.

 

Giovanni Boldini. La stagione della Falconiera Pistoia – Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi 9 settembre 2017 – 6 gennaio 2018

In occasione di Pistoia Capitale Italiana della Cultura, presso il Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi gestito da Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, dal 9 settembre 2017 al 6 gennaio 2018 sarà allestita la mostra GIOVANNI BOLDINI. La Stagione della Falconiera. L’esposizione, voluta dalla banca del Gruppo Intesa Sanpaolo come evento culturale di spicco tra quelli attivati nel corso del 2017, è stata curata da Francesca Dini con la collaborazione di Andrea Baldinotti e Vincenzo Farinella e rappresenta una delle esposizioni più importanti dell’anno programmate dal Museo ed una delle più interessanti nel cartellone delle iniziative di Pistoia Capitale. Il titolo della mostra prende ispirazione da un ciclo di pitture murali a tempera che Giovanni Boldini ha eseguito durante il suo periodo toscano, sul finire degli anni sessanta dell’Ottocento, presso la Villa La Falconiera, che apparteneva allora alla mecenate inglese Isabella Falconer.

Questo ciclo di pitture murali di cui per diverse vicissitudini dopo l'esecuzione  nel 1868 si perse subito la memoria, rappresenta un unicumin Europa, non solo per quanto riguarda la produzione artistica del grande pittore ferrarese, ma in generale della corrente macchiaiola, alla quale il Boldini aderì, in modo personalissimo, prima del suo trasferimento a Parigi (1871), dove era destinato a diventare il più importante ritrattista internazionale e icona stessa della Belle Époque.

Il ciclo di pitture murali oggi è interamente custodito all’interno dei Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi. La riscoperta delle pitture si deve a Emilia Cardona Boldini, giovane vedova nonché prima biografa del maestro. Alla fine degli anni Trenta del Novecento, la Cardona vagava per la Toscana per ritrovare un ciclo di pitture murali al quale Giovanni Boldini aveva lavorato in epoca giovanile, in una città di cui il ferrarese non ricordava il nome, ma che iniziava sicuramente con la lettera “P”. Emilia giunse, sulla scia di vaghe voci raccolte strada facendo, a Villa La Falconiera e dopo averla ispezionata, in procinto di andarsene venne attratta da una rimessa di attrezzi agricoli che altro non era che l’antica, ormai irriconoscibile, sala da pranzo della mecenate inglese Isabella Falconer, proprietaria della dimora negli anni Sessanta dell’Ottocento e interamente decorata dal giovane Boldini all’età di 25 anni. La vedova decise di acquistare la proprietà nel 1938 e a seguire vi trasferì da Parigi tutte le cose appartenute a Boldini, dalle suppellettili ai dipinti, ivi stabilendo la propria dimora. La conoscenza di questo  importante ciclo pittorico è  stata tuttavia  graduale, solo dopo il distacco  dai muri della villa (1974), il restauro e la collocazione nel Palazzo dei Vescovi a Pistoia è divenuto oggetto di studi ma è tuttora poco conosciuto al grande pubblico.

La mostra GIOVANNI BOLDINI. La stagione della Falconiera si propone di riportare in luce lo straordinario momento creativo vissuto del maestro ferrarese in epoca giovanile, quando muovendosi tra Pistoia, Firenze e Castiglioncello, si trovò al centro di una rete di importanti relazioni amicali e professionali che ne segnarono positivamente l’inarrestabile ascesa artistica. Il ciclo pittorico sarà oggetto di nuove riflessioni alla luce di documentazione anche inedita che permetterà di sondare il mistero intorno alle origini della signora Falconer, al suo ruolo di mecenate nei confronti dell’irrequieto ma geniale Boldini e all’influenza che ella ebbe nella scelta iconografica del ciclo pittorico che rimane impresa unica, nel suo genere, nell’entourage dei Macchiaioli.

Del periodo macchiaiolo del Boldini saranno in esposizione sedici capolavori realizzati durante gli anni toscani (1864-1871), provenienti da collezioni private e da pubblici musei. Tra questi la Marina (1870) custodita a Milano, che ha una trasposizione a tempera in una scena nel ciclo della Falconiera; i ritratti di Telemaco Signorini (1870) e di Cristiano Banti (1866), custoditi presso la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti a Firenze, artisti, legatissimi al Boldini, tanto da averlo sostenuto e promosso non solo durante il suo soggiorno toscano; l’innovativo, per posa e colori, Giovane paggio che gioca con un levriero 1869;  il raffinato ritratto di Alaide Banti in abito bianco (1866) e il superbo ritratto del Generale Spagnolo, eseguito durante l’inverno trascorso in Costa Azzurra con la signora Falconer, tra novembre 1867 e marzo 1868 e considerato il capolavoro che ha proiettato il giovane Boldini nell’emisfero dei più grandi ritrattisti di tutti i tempi.

 

Inaugurazione: sabato 9 settembre ore 17,30

 

Prezzo del Biglietto

7 euro intero (visita museo e mostra)

5 euro ridotto (visita museo e mostra)

5 euro intero (visita mostra)

3 euro ridotto (visita mostra)

1 euro scuole

 

Orario

martedì, giovedì, venerdì: 10.00-16.00

sabato, domenica: 10.00-19.30

chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio

 

Info e prenotazioni

Visite  max 20

consigliata prenotazione

per i gruppi organizzati la prenotazione è obbligatoria

telefonare nei giorni di apertura

tel. 0573 369275

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il catalogo, a cura di Francesca Dini come la mostra, è edito da Sillabe.

 

Grazie ad un accordo con Italia Slow Tour, siamo in grado di offrirvi alcuni video sulla segreta bellezza di Pistoia e del suo territorio

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Nato nel 1901 in Toscana, a Pistoia, Marini si impose rapidamente come uno scultore di primaria importanza. Presente sin dagli anni Trenta nelle più significative rassegne nazionali, egli sviluppò precocemente contatti e relazioni internazionali; e nel secondo dopoguerra il diffondersi della sua fama all’estero decretò l’ingresso delle sue opere nei principali musei e nelle più significative collezioni private straniere.

Lo scopo della mostra è di indagare l'officina di invenzioni plastiche di Marino Marini ponendole in relazione diretta, immediatamente percepibile, con i grandi modelli della scultura del 900 cui egli ebbe accesso; e, inoltre, con alcuni, scelti esempi di scultura dei secoli passati (antichità egizia, greco arcaica ed etrusca; scultura medievale; scultura del Rinascimento; scultura dell'Ottocento) che furono consapevolmente recuperati da lui e dai maggiori scultori della sua generazione.

Ognuno dei riferimenti proposti è sicuramente documentato: la sua accessibilità a Marino Marini è comprovata per vie documentarie, o di circolazione culturale del modello, o di dirette relazioni biografiche tra Marino e gli altri artisti. Nei saggi e nelle schede del catalogo che accompagnerà l'esposizione queste relazioni saranno esplicitate e discusse.

Pistoia, Palazzo Fabroni

Dal 16 settembre 2017 al 7 gennaio 2018

ORARI APERTURA
Dal lunedì al venerdì: 10 - 20
sabato: 10 - 22
domenica: 10 - 20

PERCORSI TURISTICI

a cura di Artemisia Associazione Culturale

 

I cavalli di Marino e il porcello di Sant'Antonio Abate

Marino Marini, il suo Museo nell’antico convento di Sant’Antonio Abate e la città di Pistoia

Visita alle opere monumentali di Marini disposte all’interno dell’oratorio di Sant’Antonio Abate nel complesso del Tau, sede del museo monografico pistoiese dedicato all’artista. L’ambiente propone un contesto affascinante in cui leggere l’evoluzione delle opere scultoree di Marino Marini. L'itinerario tematico dedicato al cavallo, animale ‘totemico’ dello scultore pistoiese, si dipana all’interno del Museo Marino Marini e si conclude di fronte al bronzo Il miracolo, nel cortile di Palazzo Comunale.

Durata: 2 ore 30 minuti ca

Comprende: visita al complesso del Tau e al Museo Marino Marini con breve itinerario cittadino

Percorso attivabile su prenotazione (disponibilità tutte le mattine dal martedì alla domenica, previa disponibilità degli operatori).

 

Pistoia con gli occhi di Marino, artista del Novecento.

Percorso in città nei luoghi legati alla biografia di Marino Marini o che ospitano sue opere: Chiesa di Sant’Andrea, Palazzo Comunale, esterno della casa della famiglia Marini in Piazza San Pietro, Antico Palazzo dei Vescovi (sala d’ingresso), Museo Marino Marini. L’itinerario include anche la visione della Piazza della Sala e dei monumenti della Piazza del Duomo in esterno.

Durata: 2 ore e 30 minuti ca

Comprende: itinerario cittadino esterno con breve visita al Museo Marino Marini

Percorso attivabile su prenotazione (disponibilità tutti i giorni, previa disponibilità degli operatori).

 

Marino Marini e la sua città tra Novecento e Arte Contemporanea

Il percorso riconnette le opere di Marini al contesto d’esordio del Novecento pistoiese. Il percorso, con partenza dal Museo Marino Marini, comprende la scultura di Marini, Miracolo del 1954 (Palazzo Comunale); le sale del Novecento e il Centro di Documentazione Giovanni Michelucci (Museo Civico); le opere di arte contemporanea di Gianni Ruffi e Roberto Barni (piazza della Sala e Giovanni XXIII); il Padiglione di Emodialisi e il Giardino Volante con le opere di Morris, Ruffi, Nagasawa, Karavan, Mainolfi. Il percorso si conclude a Palazzo Fabroni.

Durata: 3 ore ca

Comprende: itinerario cittadino esterno con alcune entrate al Museo Marini e al Museo Civico

n.b.: il percorso non comprende la visita guidata al Museo Marino Marini. Il giardino volante e il Padiglione di emodialisi saranno visibili solo dall’esterno.

Percorso attivabile su prenotazione (disponibilità tutti giorni escluso lunedì, previa disponibilità degli operatori).

 

Tutti i percorsi sono attivabili su prenotazione.

 

 

Dopo 10 anni l'artista tedesco Anselm Kiefer torna a Pistoia, Capitale Italiana della Cultura, con la mostra Libri tra i libri, che sarà inaugurata l'8 settembre nella biblioteca San Giorgio. L'esposizione è organizzata dalla Fondazione Jorio Vivarelli con la compartecipazione del Comune di Pistoia, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e in collaborazione con la Galleria Lia Rumma Milano/Napoli.

La mostra, con ingresso libero e che potrà essere visitata fino al 25 novembre, è formata da una decina di opere tra le quali grandi sculture di libri realizzate da Kiefer con le tecniche più svariate, dalla fotografia al piombo, all’acquerello.

Il rapporto tra l’artista tedesco e la Città – oggi Capitale Italiana della Cultura – è iniziato nel 2007 con l’inserimento nei locali della stessa biblioteca dell’opera permanente Die Grosse Fracht, (Il grande carico), un pannello in piombo fuso e argilla di 490x690 cm che domina la sala di lettura, opera realizzata appositamente per la biblioteca pistoiese.

Gabi Scardi – nel testo introduttivo al volume che accompagna la mostra – spiega le motivazioni dell’interesse che Kiefer ha per il libro e dice che «Il suo impulso conoscitivo lo spinge a esplorare sempre nuovi ambiti. Il suo immaginario non conosce confini. Senza inibizioni e con inusitata energia Kiefer affronta i temi dell’esistenza e della storia, e le loro contraddizioni. La sua opera, animata da un impeto totalizzante, ambisce a contenere tutto: la natura, i miti e gli archetipi, il pensiero filosofico, teologico, mistico ed esoterico di ogni epoca e di ogni luogo; tutto ciò che l’uomo ha costruito in termini di sistemi simbolici e culturali. […] Il tramite della sua relazione con i diversi ambiti della conoscenza è la parola scritta. Non è un caso dunque che il rapporto attivo con la cultura, con la parola e con il suo corrispettivo, il libro, sia una delle costanti che attraversano e innervano il suo lavoro».

Il volume, che accompagna la mostra, sarà pubblicato da Gli Ori Editori. La comunicazione grafica è curata da Webtitude Comunicazione ed eventi e realizzata dalla Tipografica Pistoiese.

Per ulteriori informazioni telefonare a Enrica Ravenni allo 0573 22607.

 

Dal 21 luglio, i pistoiesi  e i numerosi turisti che vengono a visitare la Capitale Italiana della Cultura per il 2017, potranno tornare ad ammirare uno dei massimi capolavori della città, la Visitazione di Luca della Robbia.

L'opera è appena rientrata in patria dalle esposizioni al Museum of Fine Arts di Boston e alla National Gallery di Washington e sarà ammirabile fino al 7 gennaio 2018 in un allestimento a cura della Diocesi e della Soprintendenza nella suggestiva chiesa di San Leone, recentemente tornata all’antico splendore grazie a lavori di restauro.

Realizzata intorno al 1445 per la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas – dove è collocata abitualmente e dove tornerà al termine dell’esposizione – la Visitazione è una delle prime opere in terracotta invetriata, tecnica di cui della Robbia è considerato l’inventore. L’artista fiorentino per primo applicò alla scultura in terracotta una copertura in smalto stannifero che rendeva la superficie lucida e resistente, iniziando una produzione di grande successo. Il gruppo raffigura l’incontro tra Maria e la cugina Elisabetta, come è narrato nel Vangelo di Luca. Per questo speciale allestimento, il gruppo scultoreo sarà esposto nella Chiesa di San Leone, uno degli esempi più importanti dell’arte barocca a Pistoia, interamente affrescata. Vi lavorò tra il 1753 e il 1764 Vincenzo Meucci, protagonista indiscusso della pittura fiorentina del Settecento, affiancato dai quadraturisti Giuseppe Del Moro e Mauro Antonio Tesi. In questa inedita cornice, i visitatori potranno ammirare da vicino lo splendore dell’invetriatura pienamente recuperata nel suo candore e potranno osservare il caldo abbraccio tra Maria e Elisabetta non solo dall’abituale veduta frontale, ma da diverse prospettive. L’accostamento tra le forme classiche della Visitazione, espressione del più puro umanesimo, e la leggera e teatrale pittura del Meucci potrà forse sembrare azzardato, ma il dialogo creato tra arti ed epoche lontane esalta entrambe.

Il ritorno della Visitazione sarà festeggiato venerdì 21 luglio a partire dalle 18 nella chiesa di San Giovanni Fuorcivitas alla presenza dell’arcivescovo monsignor Fausto Tardelli, del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, del soprintendente Andrea Pessina, del presidente della Caript Luca Iozzelli e dell’amministratore delegato di Conad del Tirreno Ugo Baldi. Al termine della cerimonia ci si sposterà alla chiesa di San Leone per ammirare il capolavoro di Della Robbia in tutta la sua eterna bellezza.

La Visitazione è visitabile: fino al 31 ottobre dalle 10 alle 19, Dal 1 novembre al 7 gennaio dalle 10 alle 17

Per maggiori informazioni: www.diocesipistoia.it

 

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