PICCOLI SUICIDI IN OTTAVA RIMA

Categoria
In Evidenza
Data
24 Marzo 2017 21:00
Luogo
Piccolo Teatro Mauro Bolognini - via del Presto, 5
Telefono
0573 991609
Email
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File Allegato
 
ideazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo
 
regia Giovanni Guerrieri
con la collaborazione di Dario Marconcini
 
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
 
I Sacchi di Sabbia
in coproduzione con Armunia e Festival Orizzonti 2014
 
prevendita Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609 - 27112
 
Iniziata in forma di happening per Inequilibrio e Santarcangelo edizione 2013, l’escursione nella tradizione dei maggi toscani da parte de I Sacchi di Sabbia – dopo una tappa al Teatro Studio di Scandicci – approda alla sua forma definitiva: una raccolta di episodi, recitati in ottava rima e in quartine di ottonari. Avventura, western, fantascienza (uno degli episodi è il ben noto L’invasione degli Ultracorpi, i cui temi vegetali e di rinascita si sposano perfettamente con quelli del canto in maggio) sono gli ingredienti di queste piccole allegorie di genere, riformulate secondo quest’antica tecnica popolare.
Questo lavoro – grazie alla complicità e alla collaborazione con la storica Compagnia del Maggio “Pietro Frediani” di Buti diretta da Dario Marconcini – segna una tappa decisiva nell’indagine sulla parodia che I Sacchi di Sabbia stanno conducendo negli ultimi anni. Ricalcare e abitare una forma arcaica – quella dei cantori dei paladini di ariostesca memoria – diventa la chiave per condividere un immaginario con lo spettatore, per poi rovesciarlo e/o straniarlo. La parodia è intesa come “fuori posto”, come rottura del nesso naturale fra musica e linguaggio: ecco il cuore di quest’avventura.
 
“Ancora il comico prende una strada ironica e delicata con Piccoli suicidi in ottava rima. I Sacchi di Sabbia usano il maggio drammatico dell’appennino tosco-emiliano e il canto dell’ottava rima per interpretare duelli western tra antichi amici con il ferito che non vuole morire e neppure il suo cavallo, lupi mannari e seducenti cappuccetti rosso, gare di spermatozoi pronti all’assalto dell’unico ovulo per riprodursi con lotta senza quartiere, storie di marziani insidiati come ultracorpi clonati nella nostra banalità quotidiana fatta di poltrone e televisioni…
Bastano una maschera di carta, una pistola di legno o una testa di cavallo ugualmente in legno, un giubbotto con cappuccio bianco e occhiali di plastica, una tuta sempre di plastica di altro colore, una smorfia, un getto di sangue segnato con un pennello intinto di rosso su una maglietta bianca, per questo teatro antico delle meraviglie. Certo ci vuole l’ironia, la sensibilità, il senso del comico come ferita, divisione, estraneità da un mondo senza dolcezze di Giovanni Guerrieri e soci per dare corpo a queste impalpabili, coinvolgenti fumisterie, sguardi sull’abisso con sorriso un po’ goliardico un po’ da stupiti abitanti di un altro, più delicato, mondo.” (Massimo Marino, “Doppiozero.it”, giugno 2014)
 
 
 

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  • 24 Marzo 2017 21:00