Tavola rotonda "Rivoluzione al museo"

Categoria
In Evidenza
Data
4 Novembre 2017 16:30
Luogo
Museo Marino Marini, Corso S. Fedi, 30 - Pistoia
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“Rivoluzione al museo”: un titolo ambizioso per un'idea in verità non nuova, che da tempo l'associazione culturale “Amici di Groppoli”, di concerto con altre realtà territoriali, sta promuovendo nell'ambito del più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio culturale e delle eccellenze imprenditoriali dell'area pistoiese. Si tratta dunque di una proposta organica che vorrebbe, se possibile, entrare a far parte di quei canali di tutela delle bellezze artistiche e architettoniche e di promozione del turismo a Pistoia e in tutta l'area metropolitana. È ancora in corso la discussione, a livello sia culturale che istituzionale, sulle prospettive future di una città “di provincia” come Pistoia nel nuovo contesto politico, economico e amministrativo dell'Area Vasta con centro Firenze; per parte nostra abbiamo cercato di proporre l'idea di una “città-cerniera”, punto di contatto tra la Piana fiorentina e la Valdinievole, lungo la direttrice che dal capoluogo conduce verso il mare. Pistoia dovrebbe essere capace di relazionarsi con tali realtà, cercando però di mantenere intatta la propria identità storica e culturale, in particolare verso quegli ambiti e quei settori – la floricoltura, il verde, l'arte romanica e barocca, l'artigianato di qualità, la musica, la buona cucina – che rappresentano specificità ed eccellenze apprezzate anche in campo internazionale.
Perchè il museo?
La cultura, in tutte le sue forme e declinazioni, può e deve essere il motore primario dello sviluppo e della ripresa economica dell'Italia. Come affermato, tra gli altri, da Salvatore Settis e Gustavo Zagrebelsky, esiste un fortissimo legame tra cultura e sviluppo, dal momento che investimenti mirati e intelligenti a supporto del patrimonio culturale portano non solo alla tutela e alla difesa di beni archeologici, storici, architettonici, artistici e librari dal valore inestimabile, ma generano anche occupazione e ricchezza.
In questo scenario viene posta una rinnovata attenzione nei riguardi delle istituzioni museali, punti di partenza del “fare cultura”. È tuttavia opportuno compiere un'attenta riflessione sulla nuova valenza del museo all'interno di tale scenario, forse addirittura ripensando, come suggerito da Tommaso Montanari, la stessa concezione e definizione di ente museale. Non più, in sostanza, un semplice “contenitore” di arte e cultura dove il contatto con esse si esaurisce e si conclude al termine della visita; e neppure un luogo di sola esposizione o una “fabbrica” di mostre temporanee. Al contrario, il “nuovo” museo può essere un laboratorio, un'officina culturale non più chiusa nell'autoreferenzialità e nella tutela esclusiva della propria specificità, ma in grado di fare rete con le altre
istituzioni culturali del territorio, di aprirsi alle contaminazioni, di recitare il ruolo dì soggetto attivo nello sperimentare, proporre e promuovere cultura di alto livello. Ciò sarà reso possibile grazie anche all'introduzione delle nuove tecnologie in ambito museale, alla crescente interazione con i soggetti pubblici e privati del territorio, al coinvolgimento delle scuole e dei ragazzi, per i quali la “visita al museo” possa rappresentare un'esperienza didattica e, allo stesso tempo, stimolante e creativa.
La “rivoluzione” in concreto: per una rete museale del territorio
Come tradurre in pratica, con riferimento alla realtà pistoiese, le idee sopra espresse? A nostro giudizio l'elemento che spesso viene a mancare nella realtà provinciale è quello della connettività e della capacità di “fare rete”, sia in campo economico-produttivo che politico o culturale. L'ingresso di Pistoia nell'area metropolitana ha riacceso i fari della discussione sull'esigenza di incrementare e sviluppare questo processo, come testimoniato dall'impegno delle associazioni di categoria e delle confederazioni imprenditoriali (esempio dei rapporti di CNA su Rete Impresa). È dunque possibile applicare i princìpi della connettività economica anche alla sfera culturale? Si può costruire una rete museale di respiro più ampio (territoriale, provinciale, metropolitano...) capace di ottimizzare le risorse, favorire gli investimenti, promuovere le bellezze locali, e soprattutto creare un autentico “sistema”? L'area di Pistoia è ricca di musei storici ed etnografici, ville, biblioteche storiche, palazzi e residenze d'epoca, parchi e giardini; occorre però unire le forze, valorizzare il patrimonio culturale e renderlo fruibile a cittadini, studenti e visitatori attraverso una rete museale del distretto.
Obiettivi del progetto
● Portare a conoscenza degli addetti ai lavori e di coloro che operano nel settore dei beni culturali le esperienze maturate nel corso degli anni dai direttori di soprintendenze artistiche e istituzioni museali di respiro nazionale e internazionale.
● Relazionare tutti i soggetti interessati sui caratteri innovativi del museo: accessibilità, multimedialità, stretta connessione con il territorio, innovazione, presenza di laboratori e spazi culturali.
● Esaminare in dettaglio la situazione attuale di Pistoia e dell'area metropolitana dal punto di vista della gestione museale, evidenziando punti di forza e di debolezza.
● Costituire un tavolo di lavoro e progettazione per il miglioramento della gestione e della valorizzazione dei musei del territorio, punto di partenza per quella “rete” museale basata sui princìpi di connettività e sviluppo.
● Coinvolgere attivamente le istituzioni amministrative del territorio in tale percorso.

 
 

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  • 4 Novembre 2017 16:30